Minori e Azzardo

Il periodo dell’adolescenza rappresenta una fase di notevoli cambiamenti sia a livello fisico che mentale.

L’adolescente si ritrova in un “corpo nuovo” che deve imparare a conoscere e ad accettare; inizia a provare nuove emozioni e sentimenti sconosciuti, spesso difficili da interpretare. Per elaborare questo passaggio, ha bisogno di tempo, per sperimentare un’immagine corporea di sé in continuo cambiamento e costruire la propria identità su nuove rappresentazioni mentali di Sé e degli altri.

Nella fase adolescenziale, quindi, l’equilibrio emotivo è instabile, prevale la voglia di sfidare il mondo insieme al bisogno di conferme in quell’oscillazione che vede l’alternarsi della spinta all’indipendenza con il bisogno di dipendere ancora dalla famiglia; si accentua il conflitto fra il desiderio di soddisfare immediatamente i propri bisogni e le regole dettate dagli adulti;

Gli adolescenti, sono dunque, particolarmente orientati e disposti alla sperimentazione, alla trasgressione, alla provocazione; tendono a ricorrere a modalità istintive e intuitive di ragionamento, con un’elevata propensione a sperimentare sensazioni ed esperienze rischiose ed eccitanti, sottostimando i rischi per la salute che ne possono derivare.

Ciò spinge gli adolescenti ad essere più facilmente condizionabili e dunque, maggiormente inclini ed esposti ai rischi del gioco d’azzardo.

Nonostante nuovi dati dello studio ESPAD®Italia 2016 condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa confermano iI calo del numero di giovani giocatori, l’attenzione resta alta, considerato tra l’altro che gioca il 40% dei 15-19enni tra cui molti minori per cui gioco d’azzardo è illegale. L’allarme è in particolare per la predilezione per l’azzardo on line, scelto dal 20% dei giovani giocatori, praticato in solitudine e senza il controllo degli adulti.

Il gioco d’azzardo online risulta essere una modalità accattivante, semplice ed anonima, alla quale possono accedere anche minori con semplici strategie, utilizzando ad esempio un’identità falsa e una moneta virtuale, senza il controllo dei genitori, né vincolo di orario, di spazio o di tempo.

Oggi i giochi d’azzardo sono diventati sempre più giochi solitari, facilmente accessibili, molto veloci, ripetitivi, senza pausa. Gli effetti visivi e sonori, l’incasso immediato, contribuiscono insieme alle precedenti caratteristiche l’innescarsi del rischio di dipendenza. La pubblicità dei giochi d’azzardo utilizza grafiche e messaggi particolarmente stimolanti o per esempio l’illusione della vincita facile, confondendo la facilità della giocata con quella della vincita.

Il passaggio da gioco problematico ad una vera e propria dipendenza è un processo graduale che dipende da tante variabili (individuali e socio ambientali) e che conduce all’impossibilità a smettere nonostante i vari tentativi e la volontà di farlo; emerge allora un vero e proprio craving (desiderio irresistibile) al comportamento e tutto il resto (famiglia, amici, attività sportive, scuola) diventa secondario; pertanto l’attività, inizialmente ludica, perde le sue originarie finalità ricreative e si trasforma in un vero e proprio passaggio all’atto con lo scopo di compensare le perdite e di raggiungere un’eccitazione adrenalinica che crea piacere.

Ma quali sono i segnali che noi adulti, genitori, insegnanti dobbiamo cogliere per ricondurci a eventuali condizioni di rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo del nostro adolescente?

Prioritariamente dobbiamo imparare ad osservare i comportamenti dell’adolescente.

Di seguito alcuni segnali da cogliere nel adolescente:

  • irritabilità e talvolta aggressività non motivata;
  • insonnia e disinteresse generale.
  • Assorbimento eccessivo verso un determinato gioco in cui il ragazzo scommette alcuni o tutti i suoi soldi o averi.
  • Ridotte capacità di controllo sulla quantità di tempo dedicata al gioco per cui è presente il desiderio di smettere associato a tentativi che non riscuotono successo.
  • Compromissione del funzionamento sociale per cui si assiste a un calo delle performance scolastiche o ad un vero e proprio ritiro da interessi e hobby nonché da affetti fino a quel momento considerati fondamentali
  • Insorgenza di condotte fino a quel momento considerate inusuali come, ad esempio, mentire e/o rubare.
  • Frequenti assenze ingiustificate

È importante affrontare il problema fin dai primi segnali; genitori, insegnanti dovranno informare e sensibilizzare i ragazzi rispetto al fenomeno, aiutandoli a comprendere i pericoli, anche molto gravi, della dipendenza, ma senza utilizzare toni proibizionistici e giudicanti.

Sarà necessario tenere sotto controllo il comportamento dei giovani più a rischio, avviando interventi terapeutici specifici (come, ad esempio, i percorsi di psicoterapia individuale) che non si limitano solo ad eliminare il disturbo, ma lavorare per capire quale significato e il vantaggio secondario che si cela dietro questo comportamento, al fine di evitare che, eliminata la dipendenza da gioco d’azzardo, si crei una sintomatologia diversa, ma altrettanto disfunzionale garantendo la correzione del comportamento disfunzionale nel ragazzo.

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