Disturbi Depressivi

Il disturbo dell’umore designa la vasta classe di disturbi psicopatologici e sintomi che consistono in alterazioni o anomalie del tono dell’umore dell’individuo, che siano di entità tale da causare alla persona problemi o disfunzioni persistenti o ripetute oppure disagio marcato nonché disadattamento alle condizioni ambientali di vita con ripercussioni di varia entità nella vita interpersonale e/o lavorativa. Spesso tali disturbi si accompagnano a quelli d’ansia.

Ogni persona ha un proprio tono dell’umore che il soggetto tende a manifestare con maggiore frequenza. Questo può essere considerato come caratteristico del soggetto, quale abitudine caratteriale e come parte del temperamento della persona. Esso è il risultato sia di una dotazione biologica di base dell’individuo, ovvero la sua costituzione ereditaria, sia delle modificazioni dovute all’ambiente di crescita e sviluppo della personalità. Oltre all’umore di base del soggetto, vengono considerate fisiologiche alcune oscillazioni periodiche in conseguenza di avvenimenti allegri o tristi. Tuttavia, se queste reazioni emotive sono eccessivamente intense e durano troppo a lungo, oppure insorgono in assenza di un evento scatenante, allora potremmo trovarci in presenza di un disturbo.

I disturbi depressivi comprendono un insieme di condizioni caratterizzate dalla presenza di umore triste, vuoto o irritabile, una persistente o ricorrente serie di sintomi psico-fisici, eccessivamente elevati o ridotti, che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo, sul modo in cui pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.

Più specificamente, l’individuo manifesta, per almeno due settimane, sintomi di tipo fisico, emotivo, comportamentale e cognitivo come

  • Umore depresso per la maggior parte della giornata, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (ad esempio, si sente triste, vuoto, disperato) o dall’osservazione degli altri (ad esempio, appare sul punto di piangere)
  • Significativa diminuzione di interesse o piacere in tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte della giornata, quasi ogni giorno
  • Significativa perdita di peso senza che si segua una dieta oppure aumento di peso, oppure diminuzione o aumento di appetito, quasi ogni giorno
  • Insonnia o ipersonnia, quasi ogni giorno
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio, quasi ogni giorno
  • Stanchezza o perdita di energia, quasi ogni giorno
  • Sentimenti di autosvalutazione, inutilità o eccessivi o inappropriati sensi di colpa, quasi ogni giorno
  • Diminuita capacità di pensare o concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno
  • Ricorrenti pensieri di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza uno specifico piano, tentato suicidio oppure uno specifico piano per suicidarsi

Ci sono, inoltre, alcuni comportamenti tipici di chi soffre di questo disturbo che favoriscono lo sviluppo di circoli viziosi e che, dunque, mantengono nel tempo l’umore depresso. Questi comportamenti, riducendo la produttività lavorativa, il contatto con nuove esperienze e le attività ricreative, riducono anche la probabilità di provare emozioni piacevoli e di modificare le idee negative su se stessi, sul mondo e sul futuro.

Dal momento che è possibile riscontrare sintomi depressivi anche in altri disturbi psicologici e/o correlati alla presenza di patologie neurologiche ed organiche, come ictus, morbo di Parkinson, demenze, sclerosi multipla, neoplasie e alcune malattie croniche, è opportuno rivolgersi ad uno specialista affinché possa formulare una diagnosi accurata e predisporre un piano di intervento terapeutico specifico e personalizzato.

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