Stress Lavoro Correlato

La “sindrome del Burnout” è una tipologia specifica di disagio psicofisico connesso al lavoro; E’ l’esito patologico di un processo stressogeno che si verifica quando lo stress è troppo elevato e/o se la situazione stressante si prolunga eccessivamente nel tempo, con possibili conseguenze sia a livello fisico che psichico. Mentre lo stress è un fenomeno individuale, il burn-out è un fenomeno fondamentalmente psicosociale, complesso e multidimensionale, il cui nucleo è determinato da un sovraccarico prolungato nel tempo di stress emotivo, cui fa seguito una condizione disadattiva di generale e intenso malessere, definito strain, che degenera in un quadro composito caratterizzato da esaurimento emotivo, depersonalizzazione, ridotta percezione di realizzazione personale (Maslach, 1982).

Particolarmente esposte sono le cosiddette professioni d’aiuto o “helping professions” che operano in ambiti sociali e sanitari entrando continuamente in contatto con persone che vivono stati di disagio o sofferenza come medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, operatori del volontariato ma anche insegnanti, avvocati impiegati di pubbliche amministrazioni, esperti di orientamento al lavoro, forze dell’ordine, quest’ultimi pur avendo obiettivi lavorativi diversi dall’assistenza, sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano intense relazioni interpersonali.

La sindrome generalmente si sviluppi attraverso quattro fasi fondamentali (Edelwich e Brodsky (1980):

La prima, preparatoria, dell'”entusiasmo idealistico” spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale.

Nella seconda (“stagnazione“) il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro e di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa. L’entusiasmo, l’interesse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire.

Nella terza fase (“frustrazione“) il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato; spesso tende a mettere in atto comportamenti di fuga dall’ambiente lavorativo, ed eventualmente atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stesso.

Nel corso della quarta fase (“apatia“) l’interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e all’empatia subentra l’indifferenza, fino ad una vera e propria “morte professionale”.

Le cause del burnout andrebbero fondamentalmente ricercate nell’interazione fra caratteristiche del singolo soggetto (fattori personologici o idiosincratici) la specificità dell’ambiente lavorativo (organizzazione del lavoro disfunzionale o patologica) e sociale in cui è inserito. L’interazione fra i diversi fattori può determinare una risposta più o meno positiva in termini di adattamento, in un continuum che in un ipotetico spettro adattivo va da una condizione di perfetto adattamento (eustress) a una condizione di disadattamento (distress) alla sindrome di burnout.

Il soggetto colpito da burn-out manifesta gradualmente sintomi aspecifici (irrequietezza, senso di stanchezza ed esaurimento, apatia, nervosismo, insonnia), sintomi somatici con insorgenza di vere e proprie patologie (ulcere, cefalee, aumento o diminuzione ponderale, disturbi cardiovascolari, difficoltà sessuali ecc.), sintomi psicologici e comportamentali (depressione, bassa stima di sé, senso di colpa, sensazione di fallimento, rabbia, risentimento, irritabilità, aggressività, alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno, indifferenza, negativismo, isolamento, sensazione di immobilismo, sospetto e paranoia, rigidità di pensiero e resistenza al cambiamento, difficoltà nelle relazioni con gli utenti, cinismo) abuso di alcool, di psicofarmaci o fumo.

È evidente che la sindrome burnout costituisce una minaccia per la salute, ma anche per l’efficienza e la produttività di un’organizzazione lavorativa.

Intervenire con una terapia risulta fondamentale per restituire all’individuo la possibilità di accedere e recuperare funzionalmente le proprie risorse e ristabilire uno stato di benessere.

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